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 Toscana... di Matteo Ulrico Hoepli
 
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Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere

Daniel Pennac
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Nino Romeo (del 18/03/2007 @ 10:02:46, in Eventi e Mostre, linkato 4916 volte)
Mostra Fotografica

ARTE IN BIANCONERO

Dal 19 marzo al 14 aprile 2007


Inaugurazione lunedi 19 marzo ore 17.30

Come ogni vero fotografo amante del bianconero, Fausto Donnini ama il paesaggio. E’ un esito inevitabile per chiunque abbia visto anche solo una volta nella vita di che cosa sono stati capaci Ansel Adams ed Edward Weston che sapevano catturare la luce per trasferirla in immagini di una bellezza spettacolare.

Arte in bianconero - fausto Donnini
Ma, come ogni vero fotografo amante del bianconero, Fausto Donnini non ha mai tentato di imitare i grandi del passato, semmai li ha studiati, li ha analizzati e poi ha scelto la sua strada dove il paesaggio occupa sì un ruolo importante – e non potrebbe essere altrimenti per un toscano davanti ai cui occhi si stendono visioni di così grande fascino – ma non esclusivo. Lo dimostra questa mostra caratterizzata da un ritmo che alterna l’attenzione ai particolari allo sguardo d’assieme, segue l’andamento delle strade cittadine magari accompagnando il passo di una figura che sembra incastonata sotto gli archi di Santa Maria Novella, si allarga nelle piazze contornate dalle sagome scure degli alberi ma poi scende lentamente verso le valli e le colline dove si alternano i campi coltivati in piacevoli geometrie.

Fausto Donnini ama i richiami vagamente surreali che talvolta evocano momenti ironici – il confronto, in una strada, fra i passanti e i manichini della vetrina davanti a cui si trovano – ma più spesso si velano di melanconia come nella bellissima immagine di un deposito dove giacciono abbandonate delle statue che sembrano gioire della lama di luce proveniente dall’esterno. Quando concentra l’attenzione sui particolari, il fotografo toscano evoca la pietra dell’abbeveratoio, il marmo della torre, il legno di una porta, il ferro del trapano di un’officina, il sasso che un anonimo costruttore ha posato con geometrica sapienza. Ma quando torna ai paesaggi, Donnini sa di poter evocare la poesia: la trova nelle sagome di alberi che sembrano far capolino fra una collina e l’altra, la trasferisce nello stupore che ci coglie davanti a una chiesa abbandonata dal tetto scoperchiato, la fa trionfare infine nella fotografia di un lago. Qui tutto è giocato sui temi dell’armonia con il gregge di pecore che sottolinea la curvatura della riva e una nuvola alta nel cielo che non trova di meglio che rispecchiarsi su quelle acque.

Roberto Mutti
 
Di Nino Romeo (del 09/03/2007 @ 09:17:48, in Eventi e Mostre, linkato 3561 volte)
NATURALMENTE ARTIFICIALE - ANDREA GRIMOLDI

Naturalmente artificiale - Andrea grimoldi

Testo critico di Matteo Galbiati

Inuagurazione Martedì 13 Marzo, ore 18
Spazio Espositivo Hoepli secondopiano
12-17 Marzo 2007

Utilizzo fotografie di grande formato per riflettere sull’atavico, e contemporaneo, concetto di Natura.

Un concetto che si sta facendo via via più scottante ed ingestibile, ma che spesso ci giunge agli occhi solo attraverso prospettive già a tal punto profondamente manipolate dall'uomo da sembrare, nella loro quotidiana (e solo apparente) perfezione formale, assolutamente naturali.

 
Di Admin (del 07/03/2007 @ 08:33:28, in Eventi e Mostre, linkato 6002 volte)
Due - Andrea PezziMercoledì 7 marzo 2007, ore 18.00
Presso la sala confereze della Libreria Hoepli

DUE
storie di coppie, di sodalizi, partnership e sfide ifinite raccolte e commentate da Direct Line.


Se vuoi saperne di più sul significato di fare business in DUE e capire cosa c'entra tutto ciò con il Cricket, il Gin &Tonic, Valentina e Guido Crepax.


In quali occasioni e in che modo Due aziende decidono di mettere in comune alcuni tra i loro valori più preziosi per fare business in Due? Questo volume offre lo spaccato di una modalità di operare sui mercati dal potenziale dirompente, attraverso la testimonianza diretta di un protagonista che ha deciso di condividere la sua esperienza con coloro che si sono trovati o si potrebbero trovare un giorno a lavorare con un'altra impresa aprtner al proprio fianco.

Intervengono:

Fausto Lupetti, editore
Andrea Pezzi, Direttore generale Direct Line
Giampaolo Fabris, Ordinario di Sociologia dei Consumi e Presidente del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione Università San Raffaele.
 
Giovedì 8 marzo alle ore 17.00
sala conferenze

Claudio Marra incontra il pubblico per la presentazione dei libri

Francesca Alinovi / Claudio Marra, La fotografia. Illusione o rivelazione?, Bologna, Editrice Quinlan, 2006 (1ª edizione Bologna, Il Mulino, 1981)


Claudio Marra, L'immagine infedele. La falsa rivoluzione della fotografia digitale, Milano Bruno Mondadori, 2006


L'immagine infedele - Claudio marraNel primo di questi volumi, ormai un classico della riflessione teorica sulla fotografia in Italia, fino a poco tempo fa introvabile e ora riedito con una nuova introduzione di Renato Barilli che ne pone in risalto l'attualità, i due ampi saggi di Francesca Alinovi e di Claudio Marra indagano la duplice identità culturale dell'immagine fotografica come illusione e come rivelazione della realtà, attraverso una densa serie di riferimenti alle esperienze artistiche che, dall'Ottocento alle avanguardie storiche e alle nuove avanguardie degli anni Sessanta-Settanta del Novecento, hanno contribuito a costruire lo spessore estetico e teorico dell'immagine fotografica.


Nel secondo volume Claudio Marra, a venticinque anni dalle pagine anticipatrici del primo e dopo una ricca elaborazione saggistica e didattica, con lo stesso intreccio fra l'attenzione alle pratiche artistiche e sociali e la consapevolezza dell'identità tecnico-culturale della fotografia, affronta e discute, fuori da ogni ossequio conformistico ai luoghi comuni, la querelle sulla presunta rivoluzione determinata dall'immagine digitale. La posizione che egli approfonditamente argomenta "non è contro il digitale come nuova forma tecnologica, ma certo è contro una particolare interpretazione che si sta proponendo di questo sistema", cioè "soprattutto [...] la totale svalutazione della filosofia del fotografico a derivazione analogica rispetto a quella prodotta dal digitale".

Al dialogo con l'autore parteciperà Roberto Signorini.


Coordinatore:

Nino Romeo
Libreria Internazionale Ulrico Hoepli S.p.A.
Reparto Arti Visive - Settore Fotografia
Via Hoepli 5, 20121 Milano

Tel. +39-0286487.208 Fax +3902804791
E-mail n.romeo@hoepli.it  - www.hoepli.it
 
Di Nino Romeo (del 01/03/2007 @ 14:55:36, in Eventi e Mostre, linkato 10412 volte)
Il 5 marzo si inaugura presso lo spazio espositivo secondopiano la mostra:

Acqua, Carta, Inchiostro...
Suminagashi dall'estremo Oriente a Milano.
di Camilla Monteleone

E' un'arte, una tecnica decorativa, un modo per meditare, anche un gioco, ma la leggenda racconta che all'origine fu un dono degli dei agli uomini.

La parola è formata da “Sumi” che significa inchiostro e “nagashi” che si può tradurre con i verbi galleggiare, correre via, fluttuare nell'acqua e insieme all'acqua.

Nel Suminagashi si usano gli stessi strumenti della calligrafia i famosi 4 tesori: “sumi” il bastoncino di inchiostro, “suzuri” la pietra, “hude” il pennello e “kami” la carta.

Nel Suminagashi si disegna sull'acqua e quando il disegno è pronto si raccoglie con un foglio di carta; le linee morbide e sinuose ma anche spezzate e irregolari dei disegni suminagashi evocano facilmente gli elementi della natura amati da sempre dalla cultura orientale.

Riconoscere dei cerchi dell'inchiostro mari in tempeste o paesaggi rocciosi diventano così un gioco di società fra gli artisti e gli intellettuali ma soprattutto, intorno al 1700, entra a far parte delle pratiche adottate dai monaci zen.

L'essenzialità di materiali, le poche e semplici regole, il silenzio e la concentrazione

Che spontaneamente avvolgono chi disegna, la sorpresa gioiosa nel vedere fluttuare l'inchiostro e la magia del foglio di carta che dall'acqua raccoglie la memoria fanno del suminagashi. Una tecnica di meditazione attiva di rara bellezza.

dal 5 al 10 marzo - inaugurazione ore 18.00

Libreria Internazionale Ulrico Hoepli
Reparto Arti Visive - Spazio Espositivo secondopiano
Via Hoepli 5 – 20121 Milano - MM1/MM3 Duomo, San Babila
tel. 02 86487.208 - fax 02 804791
E-mail: grafica.fotografia@hoepli.it - www.hoepli.it
Orario: Luned/sabato 10.00-19.30
 
Di Admin (del 12/02/2007 @ 08:02:43, in Eventi e Mostre, linkato 6199 volte)
Siamo lieti di annunciare, visto il successo ottenuto negli anni scorsi, la terza edizione di POMERIGGI VERDI - Progetti, idee e esperienza sul tema del giardino e del paesaggio, ciclo di pomeriggi organizzati in collaborazione con l'AIAPP [Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio].

Gli incontri si terranno presso la sala conferenza della Libreria Hoepli.

martedì 6 marzo ore 18

Antonio Perazzi
Botanica Temporanea

martedì 20 marzo ore 18

Paolo Alleva
I sentieri come beni paessaggistici

martedì 3 aprile ore 18

Katerina Ziman Scudo
Greenway: percorso di conoscenza


martedì 17 aprile ore 18

Anna Furlani Pedoja
fiori, colori, composizioni, stagioni


martedì 8 maggio ore 18

Emanuela Borio
Il giardino di Pisiche e Pomona


martedì 22 maggio ore 18

Valerio Cozzi
Tra terra e acqua: progettare il waterfront

Consulta tutti i libri di architettura del paesaggio e giardinaggio presenti sul nostro catalogo.
 
Di Admin (del 07/02/2007 @ 10:34:35, in Eventi e Mostre, linkato 3466 volte)
HOEPLI.it è lieta di annunciare che è sponsor del Quiz Sinfonico con la Verdi, Condotto da Aldo, Giovanni e Giacomo.

L'evento si terrà mercoledì 7 febbraio 2007 ore 20.00 ed è stato organizzato per il sostegno dell'Orchestra Verdi. La quota di partecipazione è di euro 55.00 a persona.

Quello che vi aspetta è una serata particolare, che vedrà protagonista il pubblico della Verdi impegnato a ripondere alle domande del quiz sinfonico: 15 quesiti sulla musica, proposti da 3 presentatori d'eccezione, i comici Aldo, Giovanni e Giacomo che hanno generosamente accettato di partecipare all'iniziativa.
Le risate sono quindi garantite, la difficoltà delle domande anche!
Partendo dall'ascolto di un brano registrato, o eseguito dal vivo al pianoforte o da una immagine proiettata sullo schermo verrà formulata la domanda ed il pubblico dovrà scegliere tra tre possibili risposte.
Raccolte le schede, una commissione apposita procederà alla loro correzione.
Il pubblico nell'attesa potrà ascoltare un concerto eseguito da un ensemble della Verdi.
Seguirà poi la premiazione con i ricchi premi messi a disposizione dalla Hoepli e dalla Verdi.

Biglietteria:
Largo Mahler
tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00
telefono 02.83389.201/02/03
Acquista il biglietto

Informazioni:
Relazioni Esterne
Sara Tekeste, Francesca Cremonini
tel. 02.83389.306/327
rel@orchestrasinfonica.milano.it

Il Quiz Sinfonico con Aldo Giovanni e Giacomo si terrà presso l'Auditorium di Milano si trova in Largo Gustav Mahler.
 
Di Roberto Seoni (del 02/02/2007 @ 09:08:10, in Eventi e Mostre, linkato 3846 volte)
Ieri pomeriggio la scrittrice inglese Lynda La Plante ha firmato alcune copie del suo ultimo romanzo, Dalia Rossa, alla libreria Hoepli. Affermata giallista, la signora La Plante ha un passato da attrice: ha intrapreso successivamente una fortunata carriera da sceneggiatrice e scrittrice, mettendosi in luce per le sue ambientazioni cariche di suspence e tensione. E' pubblicata in Italia da Garzanti. Dalia Nera, sua ultima fatica letteraria, è un giallo ambientato a Londra: un cadavere viene ritrovato a pezzi ed il delitto ricorda quello di Elizabeth Short a New York, l'omicidio della Dalia Nera. Il caso viene affidato ad Anna Travis, il sergente di polizia già protagonista di un altro romanzo di Lynda La Plante. Da non leggere quando si è a casa da soli, la notte...
 
Di Nino Romeo (del 27/01/2007 @ 07:53:38, in Eventi e Mostre, linkato 14592 volte)
Buchenwald. Il bosco del silenzio


Dalle fotografie di Nino Romeo dei resti del campo di Buchenwald appaiono quasi come i reperti di un sito archeologico; i visitatori, come drappelli di turisti durante una visita a Pompei fuori stagione. Anticipando una visione che il progressivo ineluttabile allontanamento delle future generazioni dalle testimonianze dirette di quell’epoca storica potrebbe rendere sempre più probabile, l’azione espositiva sottolinea l’esigenza vitale di non spegnere in noi e nei nostri discendenti il bruciore vivo del dolore e della vergogna, con i quali l’olocausto ha marchiato una intera civiltà. A memoria di tutte le stragi di massa e pulizie etniche a cui ancora oggi siamo spettatori inermi, una politica internazionale incapace di intervenire nel vanificare le ragioni che le determinano.
“La dimensione di bosco è [...] quella che colpisce maggiormente a prima vista il visitatore dell’area nella quale si trova il campo di concentramento di Buchenwald. Il bosco si è ripreso gran parte di ciò che solo una cinquantina d’anni fa l’uomo aveva riordinato secondo un proprio disegno lucido e manageriale. Il bosco ha inghiottito buona parte del tracciato ferroviario che collegava il campo alla città vicina e al resto del paese e sul quale viaggiavano in vagoni piombati gli individui prescelti per finire in quel bosco. La regione nella quale il bosco si trova è, appunto, verde e serena. La città vicino alla quale fu costruito, Weimar, è luogo di testimonianza di grandi intelletti, che tuttora comunica, nella sua bellezza tranquilla e misurata, il trionfo della parte migliore dell’uomo. Proprio lì accanto, il teatro della parte peggiore.
A differenza di Auschwitz, luogo anche paesaggisticamente assai dissimile, che conserva un involucro preciso e strutture edificate in mattoni e muratura, oltre alle baracche degli internati, Buchenwald è più un’area nella quale proiettare il proprio immaginario del campo, attraverso ciò che ne rimane (il cancello con la scritta “Jedem das Seine”, “A ciascuno il suo”), il piccolo edificio con le celle dove erano rinchiusi e torturati i prigionieri che si macchiavano di crimini particolari, l’ambulatorio degli esperimenti medici, le strutture destinate a caserme per gli ufficiali nazisti, la baracca superstite, prima smantellata e poi ricostruita, ma soprattutto attraverso la luce e il silenzio che dominano la distesa, scandita dai ceppi (“Block 45”, …), in fondo alla quale si trova il fabbricato dei forni crematori. All’interno, i macchinari metallici, qualche fiore, le mattonelle bianche ancora smaltate, e il silenzio dei visitatori che scendono agli inferi e si sentono venire incontro le presenze mute e urlanti di chi in questo luogo ha trascorso e finito i propri giorni.
A Buchenwald, qualche anno fa, in occasione delle manifestazioni per Weimar capitale europea della cultura, è stata allestita un’esposizione, all’interno di alcune sale dell’edificio che si trova all’ingresso dell’area, nella quale, con semplicità toccante, erano sistemate alcune decine di bauli, di quelli che si usavano un tempo per viaggiare, ruvidi, non vezzosi. All’interno di questi bauli, una foto o alcuni fogli e un lettore CD. Il visitatore poteva, attraverso il CD, ascoltare le testimonianze di persone che a Buchenwald avevano vissuto.
Buchenwald ha avuto, dopo l’epoca nazista, un’utilizzazione anche come campo di prigionia del regime comunista. Qui sono vissute e morte altre persone. Il museo allestito nell’edificio costruito dall’amministrazione carceraria della DDR dà conto di tutte e due le vite del campo e riesce, attraverso gli oggetti minimi ritrovati, a volte prodigiosamente nascosti dai prigionieri, a far sentire straordinariamente vicina, per quanto possibile, la loro vicenda umana.
Il silenzio domina e riempie l’assenza, la visione del verde cupo e come consapevole del bosco che è ritornato padrone, le pietre sbiancate e morte, le grida di qualche uccello.
Un percorso integrato nello spirito di riflessione ulteriore attraverso le foto di un trauma sul vortice nazista e sulla follia dell’uomo.

Le immagini sono state realizzate con pellicola fotografica, stampe acquisite senza interventi digitali.
 
Di Matteo Ulrico Hoepli (del 23/01/2007 @ 09:39:59, in Eventi e Mostre, linkato 21948 volte)


E' iniziata la mitica e sempre affascinante Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri (UEM).
Sono oramai più di vent'anni che la scuola si tiene a Venezia sulla bellissima isola di San Giorgio.
Per una Settimana si parla di libri, dove nascono, dove vanno, cosa si fara' nel futuro della carta stampata. Tutti, dagli autori agli editori e soprattutto i librai, diranno la loro sui libri, impareranno ed insegneranno.

Riportiamo una delle introduzioni piu' belle fatte Domenica, giorno di apertura della Scuola UEM a venezia:

"Buongiorno e Benvenuti !
ogni volta che vedo dei librai mi emoziono, d'altronde io la mia famiglia viviamo di libri da 135 anni e quindi siamo librai e trattiamo con librai. Mio figlio fece questa stessa scuola UEM oramai 10 anni fa e mi dice sempre che e' come un master per librai,utilissima e ti da una marcia in più.
Certo ci saranno momenti difficili, quando si vende poco e vi dicono che il libro e' morto e si vende solo elettronica ed e-book.Ma che io sappia negli utlimi anni si sono venduti molto ma molti piu' libri.
Certo anche in edicola , online o nei supermercati. Ma questo vuol dire solo che il libro piace, è un prodotto utile e ricco. E poi che le persone quando vedono un libro che piace lo comprano e diventano lettori, ovvero vostri clienti.
Hanno quindi bisogno di voi, dei vostri consigli e dei vostri bellissimi libri di carta. Siete quindi utili e molto fortunati a fare i librai.
Buon lavoro ed in bocca al lupo "
Ulrico Hoepli
 
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