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Premio Strega - Trionfa Tiziano Scarpa con Stabat Mater
Di Roberto Seoni (del 03/07/2009 @ 10:13:18, in Libri di narrativa, linkato 4360 volte)
Si è conclusa ieri, 2 luglio, l'edizione numero sessantatre del prestigioso Premio Strega, l'ambito riconoscimento letterario nato nel 1947 all'interno del salotto letterario di Maria e Goffredo Bellonci. Il trionfatore del 2009, il successore di Paolo Giordano e del suo La solitudine dei numeri primi, è dunque il romanzo Stabat Mater di Tiziano Scarpa, impostosi, non senza il consueto corredo di polemiche tra i grandi gruppi editoriali, sull'altro favorito Antonio Scurati con Il bambino che sognava la fine del mondo, per un solo voto di differenza. Al terzo posto si è classificato il cronista di nera del giornale Repubblica, Massimo Lugli, piazzatosi sorprendentemente sul gradino più basso del podio grazie a L'istinto del lupo. Il successo del libro edito da Einaudi ripropone l'eterno duello tra i grandi gruppi editoriali italiani, con la galassia Mondadori che ha avuto la meglio, come del resto l'anno scorso, su RCS Libri, che pubblicava con Bompiani il libro di Scurati.

Ma vediamo più da vicino il vincitore, Stabat Mater di Tiziano Scarpa. Il meccanismo del racconto è quello di una lunga lettera che una ragazzina sedicenne scrive alla madre che l'ha abbandonata da bambina. Cecilia, questo è il suo nome, vive in un orfanotrofio, nell'Ospedale della Pietà di Venezia, dove ha imparato a suonare il violino: si tratta di un esercizio un po'vuoto, senza passione né amore, svolto un po' per caso e per dovere. Simile, in fondo, alla sua esistenza. Le cose sembrano cambiare quando all'orfanotrofio fa capolino un nuovo compositore e insegnante di violino, un giovane sacerdote dai capelli rossi e dal naso ingombrante, il cui nome è Antonio Vivaldi. Grazie al confronto con il nuovo arrivato, Cecilia inaugurerà un nuovo rapporto con l'Arte e con la Musica, scoprendo aspetti inaspettati della propria personalità, troppo a lungo repressa. In questo modo potrà trovare il suo percorso nella vita, arrivando a compiere un gesto inaspettato di autonomia e insubordinazione. Bookmark and Share