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La vita che volevo - Lorenzo Licalzi
Di Eleonora Isella (del 29/09/2009 @ 16:06:11, in Libri di narrativa, linkato 10359 volte)
"Avrei voluto", "Avrei potuto", "Avrei dovuto": chi non incomincia così una frase, almeno una volta nella vita? Magari per rendersi conto che la vita che si ritrova è molto diversa da quella che si aspettava; magari per capire, col senno di poi, che la sua esistenza è cambiata più per occasioni che si è lasciato scappare che per decisioni consapevolmente prese. Licalzi mette in scena cinque personaggi (Laura, Maddalena, Patrizia, Carla, Lorenzo) colti a fantasticare sulla possibilità di un'altra vita: perché il caso si manifesta nei più insignificanti dettagli, come non sentire la sveglia o prendere il caffè in un bar diverso dal solito, ma le possibilità sono infinite e sconosciute, così quel dettaglio viene a scompigliare le carte una volta per sempre. A ben vedere, spiega divertito Licalzi, niente impedisce che, in altri universi, altri noi stessi stiano vivendo tutte le nostre vite possibili: e non è detto che in realtà siano più felici di noi. Lorenzo Licalzi, nato a Genova nel 1956, è psicologo e scrittore. Nel 2001 ha esordito come narratore con Io no, seguito da Non so (2003) e Il privilegio di essere un guru (2004), titoli che gli hanno assicurato l'attenzione del pubblico. Altri suoi romanzi sono Che cosa ti aspetti da me? (2005), Vorrei che fosse lei (2006), Apposta per te (2008). Nel 2003 Io no è diventato un film, diretto da Simona Izzo e Ricky Tognazzi. Nel 2008 è uscito anche Sette uomini d'oro, scherzoso noir di provincia che segue le picaresche vicende di tre amici decisi a mettere a segno, con l'ispirazione dei banditi visti al cinema del paese, il colpo del secolo.

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