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L’uccello che girava le viti del mondo
Di Francesca Cingoli (del 04/09/2007 @ 17:25:02, in Libri di narrativa, linkato 2407 volte)
Un viaggio nella storia giapponese e nella mente umana, che inizia con la scomparsa di un gatto, e dalla normalità di un tranquillo quartiere residenziale proietta il lettore in un thriller complesso e magico, dove nulla è troppo strano e irreale. Il protagonista è un comune trentenne, di quelli che passano inosservati, sposato, disoccupato per scelta dopo un lavoro poco gratificante in uno studio legale, che passa le giornate da casalingo, attendendo a casa la moglie che lavora, e brancolando senza entusiasmo in mille progetti di vita. Una misteriosa adolescente gli fa compagnia negli assolati e sonnolenti pomeriggi estivi, nelle vicinanze di una casa abbandonata, dove lui si apposta sperando di trovare il suo gatto. Una telefonata inattesa mette in moto tutto il meccanismo narrativo: una voce di donna languida, una confidenza che rivela un passato, forse dimenticato, forse mai esistito, e via, si precipita nel baratro dell’irreale. La storia è intricatissima, frutto di vero e sapiente virtuosismo narrativo, che incastra piani diversi e dimensioni parallele. In vari momenti si è turbati dalla confusione, godibilissima, tra le atmosfere rarefatte del sogno e quelle, silenziose e ovattate, di una realtà inverosimile ma assolutamente vera e concreta. Perché non c’è nulla di strano: una moglie che se ne va, un cognato antipatico e arrogante, qualche infelice episodio familiare sepolto nella memoria. Ma ogni piccolo episodio apre le porte sul passato e sulla coscienza: la storia giapponese penetra con frammenti di inumana crudeltà negli spazi cerebrali del protagonista, che ne raccoglie l’eredità e il pesante fardello di consapevolezza. Ed è così che dalla normalità di un gatto che sparisce chissà dove, ci si ritrova nelle profondità di un pozzo senz’acqua, in un buio freddo che aiuta a scoprire se stessi e a muoversi in un’altra dimensione, in eleganti camere d’albergo, forse solo sognate, dove voci di donna (sarà la moglie?) chiamano e invocano aiuto, o in raffinati locali high tech dall’atmosfera rarefatta, in compagnia di affascinanti medium dal cappellino rosso. Una voglia bluastra compare sul viso del protagonista, per poi scomparire, i pc si svegliano nel cuore della notte con scampanellii, e raccontano storie di guerra, e racconti di amore infelice, mentre un uccello invisibile continua il suo lento lavoro, avvitando le viti che tengono insieme il mondo e le sue assurdità. L’uccello che girava le viti del mondo ti afferra con violenza dalle prime pagine e ti trattiene con grande magia e arte: non è un libro facile, ma è senza dubbio un libro unico, un labirinto nel quale muoversi in libertà, scoprendone tutti gli angoli nascosti, correndo in ogni direzione, per ritrovarsi, più di una volta, al punto di partenza. Alla fine, non senza impegno, dal labirinto si riesce ad uscire, per ritrovare la pace e la risposta a mille domande sulle rive di un laghetto ghiacciato, nel mezzo di un gelido e rassicurante pomeriggio invernale. Una grande esperienza di lettura.

MURAKAMI HARUKI
UCCELLO CHE GIRAVA LE VITI DEL MONDO (L')
Editore: EINAUDI
Pubblicazione: 06/2007
Numero di pagine: 960
Prezzo: € 16,50
EAN: 9788806188177